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Brevetto comunitario

In data 12 dicembre 2012 è stata votata da parte del Parlamento europeo, con 484 voti a favore e 164 contro, l’adozione del “Brevetto Unico Europeo”. Il brevetto unico europeo dovrebbe entrare in vigore nel 2015/16 quando il numero necessario di Paesi stabilito nell’accordo lo avrà ratificato.

La procedura del Brevetto Unitario prevede che, anziché pagare le spese di traduzione e registrazione dei diritti in ciascuno dei Paesi dove si vuole proteggere il brevetto, l'inventore potrà chiedere all’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) un brevetto unico che gli assicurerà la protezione in 25 stati membri.

Gli Stati aderenti sono stati 25 (quindi non i 28 aderenti all’Unione Europea) in quanto la Croazia ha aderito all’Unione Europea solo successivamente e Spagna e Italia non hanno accettato di firmare il trattato, benché l’Italia abbia aderito all’accordo sul Tribunale Unico dei Brevetti. Il rifiuto è motivato dal fatto che il Parlamento Europeo ha confermato, malgrado le proteste da parte dei suddetti due Paesi, il regime linguistico adottato dal Brevetto Europeo in base alla Convenzione (European Patent Convention – EPC) sottoscritta nel 1973, cioè di mantenere i brevetti disponibili (come lingua di deposito, esame e concessione) solo in una scelta fra tre lingue dell’Unione (inglese, francese e tedesco).

A giudizio dei favorevoli a tale nuovo titolo, l’adozione del Brevetto Unico Europeo permetterà alle piccole e medie imprese europee di combattere ad armi pari con Stati Uniti e Cina. È stato affermato che la semplificazione del regime ridurrà i costi di traduzione a un sesto rispetto al passato.

Durante la trattativa l’Italia, conscia delle difficoltà praticamente insormontabili nell’adozione (anche) della lingua italiana, ha preteso una procedura unicamente in inglese, mentre Madrid ha chiesto di introdurre lo spagnolo.

La Spagna ha comunque mantenuto la sua posizione in difesa dello spagnolo come una delle lingue ufficiali del brevetto europeo, sottolineandone l’influenza sui mercati latino-americani che interagiscono sempre più con l’economia europea.

A causa di tale resistenza ad accettare un regime che, di fatto, favorisce le (dimensionalmente maggiori) aziende di Germania, Inghilterra e Francia, a scapito delle piccole e medie aziende italiane (e spagnole), nonché i rispettivi uffici di consulenza, la Commissione ha proposto alla fine del 2010 una 'cooperazione rinforzata', accettata da 25 paesi, per aggirare il veto di Spagna e Italia.

Il compromesso è stato così trovato: il Tribunale di Primo Grado, presieduto da un francese, sarà stabilito a Parigi, come anche la Camera incaricata dei brevetti nel campo dell’elettricità, delle telecomunicazioni, dell'edilizia e dei lavori pubblici. La camera competente per i brevetti di meccanica si troverà invece a Monaco (30 per cento delle domande previste), mentre quella per i farmaci e le biotecnologie sarà a Londra (30 per cento delle domande). Il Lussemburgo ha ottenuto la sede della Corte d’appello per i brevetti. Si tratta di un importante apparato, che però non dovrebbe entrare in funzione prima del 2015.

Va notato che, sulla base di uno studio ufficiale che indicava che il Brevetto Comunitario sarebbe stato contrario agli interessi della piccola e media impresa inglese, inizialmente l’Inghilterra aveva deciso di non aderire al Brevetto Unico Europeo.

Per coinvolgere l’Inghilterra, le fu assegnata una camera competente sicché, per bilanciamento, ne fu assegnata una anche alla Germania.

Va altresì notato che, anche se verranno adottate metodiche per uniformare il giudizio dei giudici, in pratica il sistema giudiziario nazionale dello Stato in cui ha sede il tribunale, o le camere, inciderà sulla metodica e sul modo di ragionare che di fatto i giudici seguiranno.

Il 6 agosto del 2013 l’Austria è stato il primo Paese a ratificare l’accordo sulla Corte Unificata dei Brevetti (Unified Patent Court).

L’Assemblea Nazionale Francese ha ratificato l’accordo e l’atto è stato depositato il 14 marzo 2014. Il 5 e il 6 giugno 2014 sono state invece depositate le ratifiche di Svezia e Belgio rispettivamente. Dalla data della presente pubblicazione sarà a breve registrata dal Consiglio dell’Unione Europea la ratifica di Gran Bretagna (regio assenso del 14 maggio 2014), Malta e Danimarca, dove il referendum popolare indetto il 25 maggio 2014, conseguentemente ad una mancata maggioranza in Parlamento, ha visto l’approvazione dell’Accordo con il 62% di voti favorevoli.

Affinché il Brevetto Unitario entri in vigore è necessario che nel complesso almeno 13 Stati membri dell’Unione Europea ratifichino l’accordo.

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